Non Buttarti Via

Tu però promettimi solo una cosa: non buttarti via.
Non fare il mio stesso errore di pensare di non dover meritare un pò d’amore.

Non pentirti. Non punirti, soprattutto.
Non chiuderti in quella solitudine che conosco bene, intervallata da storie senza tenerezza.

Tu meriti tenerezza. E non lo dico perchè sei speciale, lo dico perchè tutti meritiamo qualcuno che ci ami.
Meritiamo qualcuno che ci ascolti anche quando siamo insostenibili, che ci perdoni quando siamo imperdonabili.

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Ma tu, ci pensi mai?

Te li ricordi tu quei giorni?

Quando tutto sapeva di futuro e di acqua profumata all’albicocca? Dove stavamo andando, di certo non lo sapevamo. Io, forse, non lo so nemmeno adesso. Forse c’è qualche consapevolezza in più. Solo forse. Mi ricordo delle passeggiate sotto al primo sole di Maggio. Ricordo la città che si animava sotto i nostri passi. Ricordo i gelati: ti prendevo in giro perchè fragola e limone è un gelato per vecchi. Tu mi rispondevi che bacio e nutella è un gelato per chi è in cerca di diabete. Io ridevo. 

Io ridevo.

Io ridevo. Ricordo il prato verde del parco, e il mio pareo con i delfini azzurri e blu steso sull’erba. Ricordo che si vedeva il mare e poi il cielo e poi il mare. E non si capiva dove iniziava il mare e dove finiva il cielo e dove iniziava il cielo e finiva il mare.

E c’erano tante altre cose che io non capivo. Non capivo dove iniziava la follia e finiva la realtà, dove iniziava l’illusione e finiva la speranza, dove iniziavi tu e finivo io.

Hai stretto la mia mano, amato il mio profumo e la mia risata stonata, hai bevuto il mio caffè, baciato il mio ombelico, odiato le mie sigarette, accarezzato la mia schiena, ascoltato le mie canzoni, goduto dei miei brividi.

Ricordo le giornate calde e le notti con la brezza. Il sapore della sabbia e del sale, le mani grandi e calde. Ricordo il vino dolce e rosso, i riflessi più lenti. Ricordo i pensieri. Ricordo di aver pensato che forse della felicità non ci si rende conto sempre quando è già passata. Pensai che la felicità a volte è anche un momento preciso, un momento presente, un momento eterno, nel suo passare.

Non lo so chi eri. Forse non sei mai esistito. Non siamo mai esistiti, io e te. Forse a volte ricordiamo solo quello che amiamo ricordare. A volte speriamo di cancellare i segni. Altre volte speriamo restino per sempre.

Tu? Tu ci pensi mai?

E’ come mi guardi, credo.

E’ come mi guardi, credo.

E’ come nei tuoi occhi scuri vedo qualcosa che sembra piacerti un sacco.

E’ come quando quella volta pioveva e tu ti sei fermato sotto un portico e io ho continuato a camminare. Mi sono fermata un po’ più avanti, mi sono voltata a guardarti. E lì l’ho capito. E’ come mi guardi dalla testa ai piedi, come mi fai sentire nuda quando ho i tuoi occhi addosso.

Avevo un vestito rosso scuro e ti ho sorriso. Sorrido spesso, lo sai. Sorrido mentre parlo. Sorrido quando sono in imbarazzo, e sono spesso in imbarazzo. Sorrido quando mi guardi tu in quel modo, perché mi piace, perché mi eccita, anche.

Mi piace piacerti, mi piace quando parlo e mi guardi la bocca e so che non mi stai ascoltando e tu sai che io so.

Non ti amo. Non credo ti amerò mai. Ho sempre avuto la ferma convinzione che l’amore sia un’altra cosa. Sono sempre stata una dalle visione romantiche, in fondo.

Non so nemmeno se mi piaci, in effetti. Non abbiamo cose in comune, non abbiamo lo stesso modo di scherzare, non ridiamo per le stesse cose, siamo su due lunghezze d’onda opposte.

Ma ho bisogno di come mi guardi tu, adesso. Ho bisogno delle nostre bottiglie di vino, dei discorsi senza impegno, e per questo più liberi, più veri, forse.

Ho sempre pensato che fare sesso con qualcuno senza provare un amore che ti spacca il cuore lasciasse sempre dentro un grande senso di vuoto e tristezza. Solo la voglia di rivestirsi in fretta e scappare nel proprio letto, da soli, a dormire fino a quando quella sensazione non sarebbe scomparsa.

L’ho sempre pensata così perché l’unica volta che mi è capitato mi sono sentita esattamente in questo modo.

C’è stato un momento in cui ho creduto di essere diventata frigida, sai? Credevo che non mi sarei spogliata più di fronte a nessuno. Volevo preservarmi, sai, proteggermi.

Tu mi hai fatto ricredere. Mi piace fare l’amore con te. Anche se non voglio più amare, anche se sono stanca degli amori che spaccano il cuore. Anche se non voglio più scoprirmi ed essere vulnerabile. Quando facciamo l’amore lo sono, lo sono davvero.

Chissà se lo vedi. Se te ne rendi conto o se vedi solo l’insensibile persona frivola e leggera e senza impegno che mostro ormai da anni. E’ una parte di me, ormai.

E’ una parte che ho conquistato con fatica e a cui non voglio rinunciare, non volermene.

Ho bisogno di questo. Ho bisogno dei momenti miei e tuoi, quando abbiamo tempo, quando abbiamo voglia, lasciando il resto delle nostre vite fuori.

Non voglio che tu mi ami, non voglio darti di più, non voglio avere di più. Gli amori folli sono sopravvalutati, sai?

Io, una volta

《Una volta ho fatto l’amore con un uomo e mi sono ritrovata in lacrime. Ho pianto perchè avevo dimenticato cosa significava fare l’amore con l’anima e poi l’ho ricordato all’improvviso.》

《Una volta ho fatto l’amore con una donna e lei ha pianto. E io, per la prima volta, ho visto chi lei fosse e cosa aveva negli occhi.》

《Una volta quell’uomo poi ha baciato le mie lacrime e io non ho avuto più paura di avere paura. E adesso è qui e mi sfiora le clavicole con la punta delle dita.》

《Una volta quella donna mi ha mostrato i suoi demoni. E adesso è qui e le sfioro le clavicole con la punta delle dita. E un pò ho paura, perchè non sono bravo con le cose delicate.》